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Il ruolo della Chiesa
La Chiesa contribuì al processo di demonizzazione delle streghe, considerandole eretiche. Papa Giovanni XXII, nel 1326, proclamò, con la bolla “Super illius specula”, le streghe eretiche e quindi processabili e punibili con la morte sul rogo.
L’immagine della strega evocava rapporti con il diavolo, il male oscuro poteva giustificare le immani tragedie che colpivano la popolazione del Medioevo. E così durante i processi si cercava il marchio lasciato dal demonio sulle sue adepte: si trattava di un segno invisibile che però rendeva insensibile la carne. Con uno spillone il corpo della presunta strega veniva punzecchiato in ogni suo punto fino a trovare una parte dove non si sentiva dolore, quella era la prova inequivocabile, si trattava di una serva del diavolo.

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Image du Blog confinianima.centerblog.net
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Il processo
Il processo alle presunte streghe veniva svolto dinanzi al Tribunale dell’Inquisizione, che, a partire dal 1542, con la bolla “Licet ab initio” di papa Paolo III, divenne ancora più severo , escludendo qualsiasi intervento di vescovi ed autorità laiche.
Bastavano due testimoni “attendibili” per una condanna. Diversi erano i casi di denunce di vicini o di mariti desiderosi di “ disfarsi” delle mogli non gradite.
Anche quando venne introdotta la figura dell’avvocato difensore, questi non agiva mai per il bene dell’accusata, altrimenti i giudici avrebbero potuto dubitare della sua fedeltà e pensare che anche lui fosse “ manovrato” dal diavolo.
La confessione veniva estorta con ogni forma di tortura, “citra membri diminutionem et mortis periculum”, salvo mutilazione e pericolo di morte.
La sentenza poteva essere di assoluzione ( previa condanna a pene lievi, di natura più che altro morale: penitenze, pellegrinaggi, preghiere), prigionia ( temporanea o a vita) o di morte sul rogo.
Quel che è certo è che le condanne sul rogo aumentarono in proporzione all’ espandersi delle epidemie di peste, la terribile morte nera giunta in Italia nel 1347 a bordo di 12 vascelli fantasma provenienti dal Vicino Oriente e carichi di morti, corpi putrefatti e topi infetti. Le streghe venivano considerate le colpevoli del male che si scagliava sui villaggi senza pietà, provocando, in soli tre giorni dalla comparsa del bubbone pestilenziale, la morte. Il sacrificio delle streghe avrebbe potuto purificare il mondo da tanto male?

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La strega Bellezze
La strega sabina Bellezze Ursini, nella sua confessione, ammette, dinanzi al Tribunale, di aver intrecciato in più occasioni rapporti con il diavolo. Dice di averci ballato e cantato insieme , di aver partecipato a grandi feste, e aver fatto altre cose di cui non può persino fare menzione. Racconta persino il modo bizzarro attraverso cui si può trasmettere l’arte della stregoneria, “e la strea te sputa in bocca e date quella ontione che lei ha”. Il passo successivo è addirittura il “ battesimo della strega”, attraverso il quale si rinuncia agli insegnamenti della Chiesa e ci si dona al diavolo, chiamandolo “per patrone e per signore”.
Molte confessioni venivano estorte con la tortura, la storia di Bellezze sarà una di queste?
Gli incontri che Bellezze racconta di svolgere con il diavolo sono tristemente noti nei testi inquisitoriali. Si tratta dei sabba. Gli interrogatori raccontano di streghe che arrivano volando su scope o fili di paglia o cavalcando demoni e animali. Nel corso di questi incontri le streghe si dedicano a balli sfrenati, canti e riti orgiastici che coinvolgono bestie e lo stesso satana.
Bellezze ci racconta di famigerati incontri a Benevento, di unzioni e secondo alcuni questi resoconti sarebbero proprio il frutto di droghe: gli unguenti con cui si cospargeva il corpo contenevano sostanze allucinogene che provocavano allucinazioni e visioni. Più semplicemente le confessioni potevano essere la conseguenza di giorni di torture: le streghe si piegavano a dire quello che l’Inquisizione voleva sentire, considerandole per trecento anni colpevoli dei mali dell’umanità, tanto da dar origine a veri e propri manuali d’uso su come riconoscere e annientare la strega, uno su tutti il terrificante “Malleus maleficarum” ( letteralmente “ Martello del diavolo”), la summa del sapere in fatto di stregoneria del XV secolo e non è stato neanche proibito dall’Indice!